FRANCO SALVETTI THEATER


transit umbra, lux permanet

Partially inspired by the diary of my firts two years in USA, a play.
The diary was written, collected and loved by Irene, who helped me
in keeping it, editing it and writing it. We submitted it to
the Italian National Diary Archive (yes, there is such a thing) in 2004.
Few years later the screenwriter Flora Farina discovered it and asked
the rights to use it for a new play. Well ... enjoy!!!

"Una linea bianca e continua come quella che divide le carreggiate
elle strade asfaltate corre dal fondo della sala fino a salire sul
palcoscenico. Il palco, nudo, e' un luogo simbolico, di passaggio e
di riposo, dove le storie riprendono fiato e la memoria si coagula.
Gli attori entrano in scena e sostano dopo il loro lungo cammino.
Sono emigranti, italiani e stranieri. Fuori dal loro paese, dalla loro
famiglia, sono partiti per cercare lavoro. E durante il riposo,
raccontano le loro storie. Voci diverse per approfondire il tema delle
migrazioni vecchie e nuove, cercando di dare un senso all'oggi
attraverso le esperienze e la memoria."